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Festa patronale di San Giorgio: Molto più di una Processione

Festa patronale di San Giorgio: Molto più di una Processione

È l'evento che unisce l'intera cittadinanza in un rito di devozione e identità comunitaria. Come vedremo in dettaglio, questa festa è legata a una reliquia di valore inestimabile e dalla storia politica affascinante.

Se visiti Varzi in primavera, c'è una data che devi segnare in rosso sul calendario: il 28 aprile (o la domenica più vicina). È il giorno in cui il borgo celebra il suo patrono, San Giorgio.

Ma attenzione: non aspettarti la solita festa di paese standard. Qui, dietro l'incenso e i canti, si nasconde una storia di "realpolitik" medievale e una leggenda dai toni noir che pochi turisti conoscono.

Ecco perché questa festa è l'anima civica di Varzi.

Un Regalo "Politico" da Manuale

Al centro di tutta la festa c'è un oggetto preziosissimo: l'insigne reliquia del braccio e della mano destra di San Giorgio. Viene portata in processione solenne per le vie del centro storico, accompagnata dai cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano e dalle autorità.

Ma la vera domanda è: come ci è finita una reliquia così importante in un borgo dell'Oltrepò?

La storia ci dice che arrivò tra il 1473 e il 1479. Non fu un dono della Chiesa, ma molto probabilmente degli Sforza di Santa Fiora, i nuovi feudatari che avevano appena preso il potere.

Pensaci: la città usciva dal terrore dell'Inquisizione e della caccia alle streghe del 1464. I nuovi signori avevano bisogno di farsi amare. Cosa fecero? Regalarono alla città la reliquia di un "Santo Guerriero", colui che sconfigge il male (il drago).

Ma il colpo di genio fu legale: la reliquia non fu donata alla Parrocchia, ma al Comune. Ancora oggi, il "proprietario" del braccio del Santo sono i cittadini di Varzi, non il clero. La festa, quindi, celebra l'orgoglio civico tanto quanto quello religioso.festa patronale varzi

La Leggenda Macabra del Ladro

Come ogni tesoro che si rispetti, anche la reliquia di Varzi ha la sua maledizione. Si narra che, secoli fa, un ladro tentò di rubare la preziosa teca dalla chiesa. Secondo la leggenda popolare, appena il malvivente afferrò il reliquiario, il suo stesso braccio si staccò di netto, rimanendo attaccato all'oggetto sacro come punizione divina.

Ma non finisce qui. Il ladro, terrorizzato e mutilato, scappò dalla chiesa e iniziò a correre all'impazzata attorno a un grande albero nella piazza (l'albero, oggi caduto, era noto come "l'albero delle streghe" o del ladro). Corse in cerchio per tutta la notte, convinto di scappare lontano, ma fu trovato la mattina dopo, esausto, esattamente nello stesso punto. È una storia da brividi che i nonni raccontano ancora ai nipoti e che aggiunge un velo di mistero alla sacralità della processione.

La Festa Oggi: Cavalieri e Ravioli

Oggi la festa di San Giorgio è il momento in cui Varzi rispolvera il suo lato più nobile.

La processione è uno spettacolo visivo: vedere la teca d'argento sfilare tra i portici medievali e le torri di pietra, scortata da mantelli e stendardi, ti riporta indietro di cinque secoli.

Dopo il rito, però, la festa diventa (giustamente) terrena. Non puoi lasciare Varzi senza onorare il patrono a tavola. Il menù della festa prevede quasi obbligatoriamente i Ravioli di Brasato (Raviö ed labròz), il piatto delle grandi occasioni, accompagnati da un bicchiere di Bonarda e, per chiudere, una fetta della storica Torta di Mandorle.

Il consiglio per il visitatore:

Cerca di arrivare presto per goderti l'atmosfera del borgo addobbato a festa prima che la folla riempia i vicoli. E quando vedi passare la reliquia, ricorda: non stai guardando solo un oggetto sacro, ma il simbolo di un antico patto di pace tra un feudatario furbo e un popolo orgoglioso.

Proprio come i mercanti che portavano le loro merci attraverso la Via del Sale, oggi la Forneria Biscotteria Azzaretti continua a tenere viva la tradizione del gusto. Vi invitiamo a fare un salto nel nostro negozio storico per assaporare in prima persona la Torta di Mandorle e tutti gli altri nostri prodotti artigianali, nati per onorare i sapori della Valle Staffora.

Se non potete raggiungerci, potete portare un pezzo di Varzi sulla vostra tavola acquistando comodamente online.